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gennaio

#sabato 30 gennaio
ILLUSTRE SCULTURA POLIMATERICA
C/O Link dalle ore 21.30 in poidi Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti(Lu Cafausu)
con scarti di
Giorgio Andreotta Calò, Alessandra Andrini, Stefano Arienti, Emanuela Ascari, Emilia Badalà, Sergio Breviario, Annalisa Cattani, Umberto Cavenago, Cuoghi Corsello, Francesca Grilli, Nazzareno Guglielmi, Arianna Fantin, Luca Francesconi, Andrés Galeano, Matteo Guidi, Lucia Leuci, Michele Lombardelli, Eva Marisaldi, Maurizio Mercuri, Margherita Morgantin, Stefano Pasquini, Alberta Pellacani, Nicola Pellegrini, Luigi Presicce, Fabrizio Rivola, Mili Romano, Marco Samorè, Luca Scarabelli, Daniela Spagna Musso, UnDo.Net, Luca Vitone, ZimmerFrei
a cura di Rita Correddu, Alice Militello
Una montagna di scorie composta da rifiuti ordinari combinati e fusi con “scarti di produzione”, riscattati dagli studi e dalle case di più di trenta artisti. 1500 km ca. percorsi in tre giorni con un furgone.
A quattro artisti – Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti – il compito di concentrare tutto il materiale raccolto in un’unica grande installazione. Singole componenti che nell’insieme massificato di un originale cumulo di “macerie” acquistano nuova identità, configurandosi paradossalmente come una “illustre scultura polimaterica” composta da scarti di opere di altri artisti.
Dicono Fantin, Negro, Norese e Pietroiusti: «Negli ultimi due anni ci siamo occupati di una sorta di investigazione estetica e antropologica, legata alle contraddizioni degli spazi urbani e metaforici, alla bellezza del paesaggio "autogenerata" (dal caso o dalla necessità), al rispetto per le memorie dei luoghi e per le storie personali ad esse collegate.
Lu Cafausu, una vecchia coffeehouse - residuo architettonico - situata in un piccolo paese del sud Italia, è divenuto fonte di ispirazione per racconti, performance e azioni a Lecce, Rotterdam e New York (e ora Bologna). Noi identifichiamo Lu Cafausu come una metafora di qualcosa che è insieme centrale e marginale, in cui le contraddizioni estetiche si incontrano con i significati (o forse con la mancanza di significato) del nostro tempo. È “un luogo immaginario che esiste per davvero”.»>>> Lu Cafausu è territorio d'accumulazione di senso, di svolgimento di senso. Di mancanza di senso. È quello che siamo e non siamo simultaneamente. È ciò che stiamo diventando e quello che siamo "non stati".
Al centro esatto di un lungo corridoio d'insalienze e fallimenti (una volta erano cipressi), passaggio per il limbo. È il nulla, segno oscuro, campo della disfatta.
È un presagio inaccessibile, luogo alieno.
È il varco per l'ade.*Illustre Scultura Polimaterica sarà visibile fino al 28 Febbraio secondo la programmazione del Link Associated.
In collaborazione con
Comune di Bologna, Ufficio Promozione Giovani Artisti
Quartiere San Donato
Hera
#Ingresso gratuito sino alle 23.00
# Come raggiungerci
-Servizio navetta
-Autostrada uscita 9 direzione CAAB